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21 gennaio 2020

PUNTO DI ASCOLTO: mantenere alta la vigilanza.


Dopo la mobilitazione generale scatenata dalle scelte dell'assessore regionale alla salute Riccardo Riccardi, guai se allentassimo la vigilanza.
Dobbiamo assicurarci che il risultato ottenuto, (la promessa modifica del PAL), non sia disatteso.
Perché tutto deve tradursi in una eccellente qualità delle prestazioni e dell'assistenza.

Poiché il TUEL "Testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali" indica nel Sindaco la prima autorità sanitaria del territorio avanzo una proposta.
La prossima amministrazione di Cividale istituisca, in accordo con tutti i Sindaci del Distretto, un PUNTO DI ASCOLTO che raccolga le segnalazioni di malati, famigliari e operatori sanitari, non solo di Cividale bensì di tutto il territorio.
Questa antenna sia struttura interna alla macchina amministrativa e cerchi anche la collaborazione del Tribunale per i diritti dell'ammalato.

Perché un Punto d'ascolto?
Perché malati, famigliari e operatori sanitari sono i soggetti che, nel tempo, ci diranno se le profonde trasformazioni che sta subendo il nostro servizio sanitario produrranno effetti positivi o saranno un disastro.
Perché in forme diverse si trovano in una posizione di inferiorità verso il sistema.
1- I malati si trovano in uno stato di bisogno che mina la capacità di reazione.
2- I famigliari a volte temono che reagendo a situazioni non idonee, questo si ripercuota sulla qualità dell'assistenza al proprio caro.
3- Il personale sanitario, sia medico che infermieristico, qualora segnalasse gravi carenze, potrebbe subire ritorsioni. E' triste dirlo ma l'esperienza insegna che coloro che sono lavoratori dipendenti possono essere soggetti a ricatti.
Singolarmente avrebbero difficoltà a denunciare criticità e disservizi.


Il sommarsi di segnalazioni, non necessariamente seguite da denuncia, indica comunque la necessità di un intervento risolutivo.
Perché un'Amministrazione comunale ha la forza di una Istituzione non la debolezza del singolo.